nutrizione

Nutrizione Animale

La revisione critica (Mumpton 1978, 1984; Harvey et al., 1993; Pond 1995; Passaglia 2004) dell'abbondante letteratura evidenzia che la regolare aggiunta di zeolitite ai tradizionali mangimi zootecnici (2-3% p/p) comporta:

- riduzione del contenuto in N-ammoniacale dei liquami
- riduzione del contenuto in NH3 e dei cattivi odori negli allevamenti e nelle aree limitrofe
- escrementi meno maleodoranti e più consistenti 
- riduzione delle malattie intestinali e respiratorie, delle conseguenti spese per medicinali e del tasso di mortalità 
- leggero ma significativo miglioramento dell'indice di conversione (FEV=aumento in peso/cibo ingerito esclusa zeolite)dei mangimi
- riduzione dell'assorbimento da parte degli animali di afla-e micotossine, elementi pesanti (Pb) e radiogenici (Cs, Sr) eventualmente presenti nei mangimi.

Un'ulteriore drastica riduzione del contenuto in NH4, dei liquali e dei cattivi odori avviene mediante spargimento di zeolitite nelle lettiere e nei grigliati. L'utilizzo di zeolitite sottoposte a trattamento termico a 150-180°C nel processo industriale di lavorazione (frantumazione e vagliatura) è di fondamentale importanza sia dal punto di vista igienico-sanitario (sterilità batteriologica) che di efficienza (incremento della capacità di assorbimento di afla-e micotossine).
Pond (1995) riporta una tabella contenente un aggiornato elenco bibliografico delle ricerche effettuate sull'utilizzo di zeolititi nella nutrizione di diverse specie di animali (suini, bovini, mucche da latte, polli, pecore, capre, conigli, visoni) e dei relativi principali effetti positivi.

SUINI
BOVINI
AVICOLI
CONIGLI
PESCI
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